Il problem solving l’ho inventato io

Premessa: fino alle 10.32 di mercoledì 22 luglio avevo la situazione in pugno. Tutto organizzato, tutto sotto controllo: mese di luglio e agosto al kindergarden, da settembre a dicembre mattina alla British School e pomeriggio al kindergarden, dal 3 gennaio 2016 inizio della Basisschool con relativo doposcuola 3 giorni alla settimana. Contratti firmati, rette pagate, email di conferma inviate… gestione della vita scolastica di Memi: 10 e lode, praticamente una mamma svizzera si era impossessata del corpo della mamma italica.

E poi, arriva il simpatico effetto sorpresa, piacevole come una badilata di sabbia nelle mutande. Telefonata del kindergarden: “Ci spiace ma da lunedì Memi non potrà più frequentare la nostra scuola, abbiamo avuto un’ispezione e non siamo a norma, dovete trovare un’alternativa”.

Ah però, per il resto tutto bene? Mortacci vostri. E così me lo dite? con 3 giorni di preavviso? a fine luglio quando anche questo paese e la sua estate di ‘sta cippa sono in vacanza?

Keep_calm_and_use_the_force

Ok, mo’ mi organizzo… che non li vuoi fare 2 giorni al telefono per cercare di capire se qualcuno è disposto ad accogliere un bambino italiano che non sta fermo manco se lo leghi, con la lingua lunga 6 metri e mezzo e che ultimamente puzza di capretto 5 minuti dopo aver fatto la doccia? E facciamolo ‘sta cosa, suvvia.

Allora, chiamo la scuola A, dove la referente è sempre occupata al telefono o in riunione, e dopo 3 h circa riesco a parlarle: “Si signora, nessun problema, un posto per il bambino lo abbiamo, può iniziare lunedì”. Uhhhh, wow! Ma me lo fate il servizio di pick up alla British School? “Eh signora, mmmm, non lo so, devo sentire le colleghe e vedere se si può fare”. Ecco, a posto siamo.

In attesa che la scuola A capisca se mi può recuperare il ragazzino, chiamo la scuola B. Rispondono subito, ottimo segno. “Certo signora, abbiamo un posto per suo figlio. Si signora, facciamo il pick up alla British School, li andiamo a prendere con lo stint alle 15″….. Mmmmm, come alle 15? Memi finisce alle 11.45, mi serve il servizio a quell’ora. “Eh no signora, facciamo il pick up solo al termine della sessione pomeridiana, mi spiace”. Ok, ce la posso fare, ora chiamo la British School e chiedo se Memi può fare anche la sessione pomeridiana, ci costerà il doppio porcaccialavacca ma almeno la risolvo. Posso venire a vedere la scuola tipo subito? “Certo signora, la aspettiamo”.

Ok, chiamiamo la British School e vediamo se la tecnica “please please please” funziona. Salve, sono la mamma di Meltemi, mi scuso per la richiesta last minute, ma posso aggiungere delle ore e far frequentare a mio figlio anche il pomeriggio? “Eh signora, mi spiace ma la coordinatrice della nursery e la direttrice sono in ferie e tornano il 10 agosto. Non so che dirle, abbiamo una lista di attesa, non le posso assicurare nulla”. Fuck.

Si diceva Keep Calm and use the Force vero? Vabbe, andiamo a prendere al volo Memi così la scuola B la vediamo insieme. Piglia il treno, piglia il tram, piglia il ragazzino, ripiglia il tram e varca la soglia della scuola B. “Mamma mi scappa la pipì. E anche la cacca”…. Manco il tempo di presentarmi alla direttrice e Memi sta già battezzando il loro bagno. Con tali premesse non può che essere un successo. Vediamo la scuola, parliamo con le maestre, Memi si piazza nel loro giardino a giocare con la ruspa. Ma non c’è proprio modo che me lo andiate a prendere prima? “No signora, non possiamo”. Ascolti, magari lo iscrivo per tutto il mese di agosto, così nel frattempo sento quelli della British School e vedo che mi dicono loro. “No signora, mi spiace, il contratto minimo prevede 3 mesi di frequenza”. Ommmmmm. Bene, grazie, le faremo sapere.

Mercoledì si chiude con un fragoroso nulla di fatto. Ma ho ancora 2 giorni, hai voglia cose che faccio in 48h (come ad esempio, prendere in seria considerazione l’idea di iniziare a bere birra in pausa pranzo).

Giovedì mattina, una mamma di Amsterdam si sveglia e sa che dovrà tassativamente iscrivere un ragazzino a scuola entro le ore 18, organizzare l’ambientamento, firmare contratti nuovi ed annullare contratti esistenti. “Michela, cosa vuoi per colazione?”. Il limoncello di tua madre, grazie.

Allora, chiamiamo la scuola A e sentiamo se hanno fatto il miracolo. “Ehm signora, non ho ancora novità, ma la richiamo tra 10 minuti, glielo prometto”. 9 minuti e 30 secondi, suona il telefono (sono pur sempre olandesi): “Si signora, allora, lo possiamo fare, possiamo andare a prendere il bambino alle 11.45 e portarlo qui”. Stavo già cercando su youtube il video della macarena, quando arriva il notizione: “Allora, potete iniziare lunedì, facciamo il pick up a partire da settembre, nessun problema. Però dovete garantirci che il bambino farà anche il doposcuola da noi a partire da gennaio 2016”. Ok, lasciamo stare la macarana, digitiamo M-a-s-i-n-i. Quindi io dovrei iscrivere lì mio figlio, annullando il contratto con la scuola C che ho firmato 3 mesi fa e che dovrebbe essere il doposcuola di Memi da gennaio perchè è quello convenzionato con la scuola D che lui inizierà a frequentare quando compie 4 anni, e quindi di conseguenza disiscriverlo dalla scuola D per iscriverlo alla scuola E che è quella convenzionata con la scuola A che però al momento non ho ancora visto perchè ho l’appuntamento fissato con loro il 26 agosto? “Esattamente signora”. Ehm, mi dia un attimo per berci sopra un caffè (leggesi birra), intanto posso venirla a vedere questa benedetta scuola A? “Certo signora, l’aspettiamo”.

Ok, ho un deja-vu. Piglia il treno, piglia il tram, piglia il ragazzino. La cosa positiva è che almeno questa scuola è dietro casa, non in culonia come la scuola B.

E si riparte con il tour: vediamo le classi, vediamo il giardino, vediamo le maestre e i bambini, Memi che vede il cesto con i treni e si piazza a giocare. Ok, la scuola mi piace. Iscriviamolo e non se ne parli più. “Certo signora, chiami la sede centrale che le mandano il contratto”. Si buonasera, sono ancora la mamma pazza che l’ha chiamata 8 volte negli ultimi 2 giorni, volevo iscrivere mio figlio. “Nessun problema signora, le mando i documenti lunedì”. Ehm, no, lunedì lui deve portare le sue chiappette a scuola, il contratto lo devo avere prima. “Certo signora, glielo mando entro 1 h”. In 50 minuti arriva l’email. E una nuova chiamata… urca, cosa c’è ‘sto giro? “Dimenticavo, domani sarà contattata dalla maestra per organizzare l’inserimento”.

Venerdì mattina, chiama la maestra: “Signora, viene oggi pomeriggio che facciamo due parole e ci organizziamo per lunedì?”. Certo, mi porto Memi, così vediamo anche come organizzarci per l’inserimento. “Signora, l’ho visto il bambino ieri, quello si è già inserito da solo”.

Ore 16.05 di venerdì 24 luglio, emergenza risolta. Abbiamo una scuola per lo scatenato, un doposcuola e una basisschool bilingue da visitare tra un mese nella speranza che sia amore a prima vista così fino ai 12 anni sono a posto.

Devo dire che, al di là del giramento colossale di maroni, ho trovato un sacco di persone estremamente gentili e molto professionali. Come mi ha detto la mia saggia amica Enrica, romana di Londra, “col cavolo che la risolvevi così velocemente se stavi a Roma”.

Quindi amici Dutch, nonostante i 3 giorni di imprecazioni, vi voglio ancora bene. Per la gioia, in un momento di follia, ho addirittura comprato una bottiglia con etichetta “Vino rosato frizzante”. Per sicurezza, mi sto bevendo l’anima nera casalinga che produce mia suocera.

Thanks God it’s friday.

 

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