Dica t-r-e-n-t-a-t-r-e

Una delle prime cose che ti dicono quando arrivi qui è “Hai fatto l’assicurazione medica?”.

Ehm, no, in realtà devo ancora organizzarmi – “Falla!”

Si, ok, adesso un attimo e la faccio – “Falla!”

Ho capito, ho avuto giusto quelle due o tremila cose da sistemare ma giuro che la faccio – “Falla!”.

Tutta questa ansia da assicurazione sanitaria non è dovuta al fatto che gli olandesi siano particolarmente ipocondriaci. Anche perchè di un popolo che non prende mai in considerazione l’uso dell’ombrello e si muove in bici con vento, pioggia e neve… beh, tutto si può dire fuorchè sia gente che ha paura di ammalarsi. No, no, la health insurance non ha nulla a che fare con la prudenza, la prevenzione, il senso di responsabilità. La devi fare per legge, punto e basta. Se ce l’hai va tutto bene e dormi sereno, se non ce l’hai appena ti cuccano (perchè qui sicuro che ti sgamano, mica se la bevono la storia che non eri assicurato “a tua insaputa”) ti fanno una bella ramanzina – giustamente -, te la fanno stipulare alla velocità della luce – giustamente-, e ti fanno pagare tutti gli arretrati dal momento in cui hai messo piedi sul territorio nazionale – giustamente.

Per la serenità di mia mamma, comunico ufficialmente che avevamo tempo 30 giorni per sistemare la faccenda e ieri pure questa cosa abbiamo fatto. Siamo expats modello, ci costa un capitale ma vivere nella legalità ci ricompenserà anche di questo.

Nella speranza di non dover mai avere bisogno di utilizzare la polizza, oggi io e Memi abbiamo sperimentato personalmente come funziona la sanità locale. Perchè se sei un adulto a nessuno gli frega molto di come stai… ma se sei uno gnomo appena approdato in terra straniera un bel check up gratuito è il primo cortese omaggio che ricevi dalla tua nuova nazione!

Tre (e dico tre) giorni dopo il nostro arrivo è arrivata per posta una busta indirizzata a Memino, in cui in poche parole gli dicevano: “Ehi tu, nanerottolo, benvenuto in Olanda! Chiama questo numero così viene una infermiera gratuitamente a casa tua a vedere un po’ come stai e spiega ai tuoi genitori tutto quello che devono sapere per monitorare la tua crescita e farti curare in caso di bisogno”. Ovviamente i documenti erano tutti in due lingue, probabilmente al Governo capiscono che dopo un trasloco internazionale la gente ha bisogno di cose semplici.

Dopo una settimana è quindi arrivata comodamente a domicilio Antoniette, la “nostra” infermiera di riferimento, che mi ha fatto un trilione di domande e ha preso tanti appunti, che mi ha detto sarebbero poi stati inseriti nella cartella clinica elettronica di Memi. Durante il nostro colloquio le ho anche fatto vedere fieramente il “libretto giallo” che l’ASL della Regione Veneto ci aveva dato alla nascita di Meltemi: mi ricordo che quando me lo avevano consegnato in ospedale avevo pensato “Wow, che bello ‘sto coso con tutte le pagine colorate”. Lei sorridente mi dice “Anche noi abbiamo una sorta di agenda che diamo ai genitori dei bambini, ti lascio il primo tomo, quello che va da 0 a 4 anni”.

Come il primo tomo? Quanti tomi ci sono? Perchè io, che mi sentivo tanto mamma moderna con il mio pratico raccoglitore ad anelli dell’ULSS 20, devo scoprire così che qui in poche parole ti regalano una sorta di enciclopedia medica in più volumi, rilegata e con tanto di copertina plastificata (“così rimane più in ordine e non si rovina” mi spiega la novella Florence Nightingale), comodo raccoglitore e – santa patata – pure già tradotta in inglese?

Le foto parlano da sole…

GDA Amstedam

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Comunque, la cara Antoniette a sua volta ci ha dato un secondo appuntamento per un consulto pediatrico con un medico allo Youth Health Care Center di zona. E lì oggi siamo andati io e Memi. Ecco, lo dico davvero, non voglio fare sempre quella che dice che qui sono dei fenomeni per quanto riguarda i servizi dedicati ai bambini, ma sarà che sono facilmente impressionabile che mi riesce difficile parlare male di una città dove arrivi all’appuntamento e c’è già il medico che ti aspetta sulla porta… dove nella sala d’attesa ci sono a disposizione per mamme e gnomi 4 fasciatoi, uno scivolo, un cavallo a dondolo, una lavagna 2x2m con i gessetti colorati, tavolini e seggioline a misura di nano e una cesta piena di giocattoli… dove anche dentro all’ambulatorio ci sono pupazzi e costruzioni… dove ti dicono “Per il consulto ci vorranno 30 minuti” e dopo 29 minuti sei fuori… dove non si preoccupano solo della salute fisica dello gnomo ma ti suggeriscono anche tutta una serie di strategie di integrazione sociale…

Giuro che il prossimo post lo faccio su uno dei piatti tipici olandesi, l’aringa cruda con la cipolla, così posso scrivere qualcosa di terrificante. Quello successivo lo scrivo sul meteo, così ne posso dire peste e corna. Quello dopo ancora sulle scale diaboliche che ci sono in tutte le case, che forse sono il vero motivo per cui ti obbligano a stipulare un’assicurazione medica.

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