Una storia di shopping e traghetti

Lavoriamo tutta la settimana per cercare lavoro. Sembra un gioco di parole ma è proprio così: dal lunedì al venerdi il libero pensatore fa orari d’ufficio, fisso davanti al computer inviando cv e facendo ricerche. Io pure lavoro: saltimbanco per Memi full time, cacciatrice di cacciatori di teste part time (ci sto prendendo gusto con queste ripetizioni, sorry).

Però il venerdì sera anche per noi coincide con l’inizio del weekend, e da navigatori seriali dei siti di recruitement ci trasformiamo in una normale famigliola che si gode la città pazzescamente bella in cui vive. So che questa ultima frase fa tanto espatriato che vede solo il lato positivo della agognata terra straniera, ma questo posto io lo adoro.

Comunque, torniamo a noi. Si parlava di weekend. Sabato ci siamo dedicati a quelle attività tipiche da fine settimana… Lo shopping… E la gitarella… Che nel nostro caso si sono unite in un unico grande momento di euforia che prende il nome di Ij-hallen flea market. Tradotto, siamo andati al mercatino delle pulci più grande d’Europa che per pura casualità si tiene ad Amsterdam. In realtà, non proprio in centro città, ma nel quartiere Noord, che per carità – sempre Amsterdam è, ma per arrivarci devi fare un 10 minuti di attraversamento fluviale… e arrivare al di là del North Sea Canal.

Dal momento che non abbiamo un’auto, abbiamo come al solito utilizzato i mezzi pubblici, che qui funzionano da favola non solo per quanto riguarda gli spostamenti via terra ma anche se devi muoverti sull’acqua. Abbiamo quindi preso il nostro bel tram, siamo scesi alla Central Station e di lì siamo saliti a bordo del traghetto (gratuito) che ci ha portati a destinazione.

Verso Amsterdam Noord

Pochi metri a piedi e abbiamo fatto il nostro ingresso trionfale in uno dei posti probabilmente più tamarro-chic-wow-assurdi che io abbia mai visto nella mia onorata carriera di viaggiatrice.

tickets

La nostra missione era piuttosto semplice: trovare delle sedie bianche per casa, e un paio di supporti per lampade. Insomma, in un mercatino che vanta 750 espositori la cosa sarebbe dovuta essere più che fattibile. E così è stato, ci siamo buttati nella mischia e ne siamo usciti un paio di ore dopo con quello che cercavamo.

Flea market

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La missione si è rivelata discretamente più complicata quando è stato il momento di portare tutti i nostri acquisti a casa. La situazione era la seguente. Ammontare del bottino: 1 comodo sgabello, 1 deliziosa sedia vintage, 1 piantana acquistata per la considerevole cifra di 3€, 1 specie di abat jour e 1 casetta di ceramica Dutch style. Wow, un sacco di cose. Peccato che le braccia a disposizione per portare il tutto dalla parte opposta della città non fossero molte: 2 (le mie) impegnate a spingere il passeggino, 2 (quelle di Memi) occupate a tenere con la mano sinistra una patatina fritta e con la destra un trenino di legno… Mmmmm, quante braccia ci rimangono a questo punto? Ah si, le 2 del libero pensatore, che anche per questo weekend ha fatto la sua dose di palestra alternativa (tesoro, altri 2 mesi qui e c’hai un fisico che manco a 20 anni).

Quindi, onorando la grande tradizione italiana, ci siamo ingegnati. Abbiamo pure dovuto fare una simpatica corsetta per acchiappare al volo il traghetto ma ci siamo riusciti. Ognuno ci ha messo del suo: il libero pensatore ha donato alla causa un bel paio di bicipiti, Memi ha condiviso il suo potente mezzo di locomozione… e io?

Beh, io ho immortalato l’impresa!
mission impossible

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3 thoughts on “Una storia di shopping e traghetti

  1. Ovviamente, quando verrò a trovarvi, ***se*** avrete bisogno farò la mia parte, nei limiti delle mie (scarse) capacità come sollevatore di pesi. Una volta da altri amici expat mi è capitato di andare con loro all’Ikea e poi tirare su per tre piani di scale strette un mobile moooolto pesante… inutile dire che per il trauma non sono più tornato all’Ikea, e per un paio d’anni neanche a casa loro ;-)
    L

  2. Siete fantastici!! Sei davvero una carica di energia positiva, Michela!! Era diverso tempo che non entravo nel vostro blog e devo dire che mi sto leggendo gli arretrati tutti d’un fiato!! Avete fatto una bella scelta di vita!! Non sarà difficile ambientarvi, sei realista ma anche molto ironica su tutto… Quindi.. Vedere il bicchiere sempre mezzo pieno non potrà che giovare!!

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