Social networks

Se c’è una cosa che tutti ci hanno detto da quando siamo arrivati qui è: conoscete gente, fatevi degli amici, createvi una rete di contatti. Importante per tenere alto l’umore, indispensabile per riuscire a trovare un lavoro in tempi si spera rapidi.

Questa “fissa” della vita sociale non è semplicemente un consiglio fraterno, è un vero e proprio punto inserito nella guida di sopravvivenza dell’espatriato. Si, lo so che sembra fantascienza, ma qui quando arrivi di rifilano nella mano destra la “Expat survival guide 2014” e nella mano sinistra il libretto “My First Month in Amsterdam”. Te li danno gratuitamente, ben sistemati in una comoda borsina – ovviamente da riciclare – che contiene altre decine di opuscoletti informativi, una SIM olandese con dentro già 7,50€ di ricarica, un coprisellino da pioggia per la bici (così pedalerai come un pazzo facendo una fatica bestia perchè non sei allenato ma almeno le tue chiappe saranno sempre asciutte), una penna, due bloc-notes e una paperella per giocare in vasca da bagno che Memi ha già provveduto a sfasciare.

Surviving tools

Insomma, la social life è una cosa seria. E’ un diritto e un dovere del buon cittadino, ancora di più dell’expat che intende integrarsi. E che vita sociale sia allora!

Il primo ad inaugurare il fitto programma di attività che stiamo pianificando è stato ovviamente Memolotto: dopo un timido approccio al parco, abbiamo sperimentato le attività indoor. Il fatto che il 50% della popolazione di Amsterdam sia straniera devo dire che ci sta rendendo le cose particolarmente semplici: ho già individuato 2 international playground vicini a casa nostra, il Robbeburg e il Jacaranda Tree. Il primo lo abbiamo già testato e ci è piaciuto: mentre gli gnomi giocano, i genitori bevono the e smangiucchiano biscotti… Dopo ben 36 secondi di ambientamento Memi si è lanciato nella mischia, ha giocato per 2 ore, si è ingozzato di mandarini e io ho approfittato per fare amicizia con una mamma di Hong Kong, un’altra cinese e un papà indiano. Per la visita al Jacaranda ho invece dovuto prendere appuntamento con Simone, la direttrice australiana che lo gestisce, che mi aspetta fra 10 giorni per un simpatico tour della struttura. Oggi ho scoperto poi che esiste anche l’opzione The Little Gym, che sembra essere un super must per gli gnomi olandesi… perchè tu, brutta mamma italiana che rimpinzi tuo figlio di pasta, non vorrai mica creargli dei traumi infantili non facendogli praticare fin dalla più tenera età almeno 3 discipline sportive no? Oh my God, pro e contro del vivere in una capitale europea: almeno 1 volta al giorno ti senti in colpa perchè non riesci a far fare al tuo nanetto tutte le centomila attività che la città offre!

Memi ha quindi davanti a se mesi di vita sociale niente male. E domenica prossima parteciperà alla sua prima festa di compleanno, con dress code “farm animals”. Diciamo che il ragazzo si sta ambientando.

Per quanto riguarda noi, ora che finalmente la maggior parte delle scartofie sono state sistemate, possiamo dedicarci ogni tanto a del sano cazzeggio. Il libero pensatore ha sperimentato il primo aperitivo in terra straniera: si sentiva in debito con il paese che ci accolto e quindi ha pensato che ordinare 2 Heineken potesse essere un buon modo per iniziare a ripagare l’Olanda di tanta, squisita ospitalità.

Io invece sono in attesa che il revisore dei conti (che è l’alterego nel quale il libero pensatore si trasforma inesorabilmente ogni volta che apre il suo intricatissimo file excel relativo al nostro budget 2014) mi comunichi se la mia domanda di investimento per l’iscrizione al club House of running è stata accolta o se devo ripresentarla nei prossimi mesi. D’altra parte, conoscete qualcosa di più aggregante di un gruppo di disgraziati che con la pioggia e con il vento va a correre nel parco cercando di mantenere quel minimo di ossigenazione celebrale che ti permette di conversare in inglese fino a quando l’acido lattico non ti fa stramazzare al suolo? Io no.

Ultimo ma non ultimo, abbiamo avuto il piacere di partecipare al nostro primo Sunday lunch a casa di amici italiani che vivono qui da qualche anno e che ci hanno presentato altri amici italiani che ci faranno conoscere nuovi amici italiani. Insomma, le premesse sono ottime… E finchè io e il libero pensatore ascoltavamo i loro racconti da expats, una squadra di gnomi di 6, 5, 4 e 2 anni si sono autogestiti per un intero pomeriggio. Non hanno rotto niente, non si sono inflitti reciproci danni permanenti, non hanno piagnucolato nè fatto caprici per una intera giornata. Si sono semplicemente ripresentati alle 18 senza calzini, ma questa è un’altra storia.

Buoni ma scalzi

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3 thoughts on “Social networks

  1. innanzitutto in bocca al lupo per questa nuova vita. vi va di raccontarmi i playground che avete trovato vicini a casa vostra? nel mio blog raccolgo in una mappa i parchi giochi d’Italia e del mondo.. per dare informazioni utili per chi viaggia ma anche per fare luce su questi spazi che in Italia sono troppo spesso anonimi e trascurati. All’estero è un’altra cosa e mi piacerebbe documentare questa realtà oltre confine.. scrivetemi se avete dubbi o domande! ciao Mary

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