Ik hov van jou Amsterdam

Siamo stati ad Amsterdam, ed è stato amore a prima vista. Me l’aspettavo bella, ma non così bella. Me la immaginavo speciale, ma non così speciale.
Per una che ha giurato amore eterno a Londra, è stato davvero un colpo inatteso. Ho messo le corna a quella che è sempre stata la mia città del cuore, e da quella che doveva essere una scappatella occasionale sta per nascere un matrimonio in piena regola.
Nel senso che, finalmente (e aggiungerei pure “grazie al cielo”), dopo mesi di traslochi immaginari ai quattro angoli del mondo… abbiamo una destinazione ufficiale! Ed Amsterdam sia, olè!

We love Amsterdam

We love Amsterdam

Eravamo partiti da Londra, passando dal Qatar, con una puntatina in New Zeland, tornando indietro su Singapore e gira che ti rigira siamo approdati in Olanda. Detta così sembra un po’ una scelta fatta alla zozzona, ma dietro ci sono circa 6 mesi di meditazioni, incertezze, scelte sbagliate, revisioni, altre meditazioni (meglio abbondare vista l’entità della cosa), calcolini e calcoletti, numeri, percentuali, sondaggi e… daje, ancora meditazioni.

I AMsterdam
Comunicazione di servizio: papà, non tracollare, keep calm and carry on breathing. Sono 1h 25m di volo da Verona, Skype sarà funzionante 24h su 24, avremo un divano letto per ospitarti spesso e volentieri e mi puoi mandare i ragazzi in viaggio studio ogni estate (visto che con l’inglese non vanno molto d’accordo, magari con l’olandese scocca la scintilla).

Aperitivizzando
Insomma, decisione presa, ora tocca solo organizzare la cosa (e dici niente). Da una parte, questo “progettino” di espatrio famigliare confesso che ogni tanto qualche ora di sonno me la toglie. Dall’altra, è un’avventura di vita pazzesca che mi fa sentire carica come solo dopo un vasetto di Nutella… Siamo elettrici, euforici, terrorizzati, travolti da uno tsunami di ottimismo e con le ginocchia che tremano. Tutte questo cose insieme. E senza essere neppure entrati in un coffee shop.
Amsterdam perché? Le motivazioni sono tante, un po’ dettate dal cervello, un po’ suggerite dalla pancia.

Perché è bella: sembra sciocco da dire, ma le cose belle aiutano ad affrontare la vita con maggior serenità. Uscire di casa e aprire lo sguardo su qualcosa che ti riempie gli occhi, ti colma inevitabilmente anche il cuore. Ed Amsterdam è proprio deliziosa, con i suoi canali, le case a punta, il mare che fa capolino in città.

Verso il museo Van Gogh

City centre

Paparazzi

Perché posso dimenticare come si guida: odio l’automobile, odio dover guidare tutti i giorni per 60 e rotti km per andare in ufficio, odio dover viaggiare con Memi legato come un cotechino al seggiolino, odio dover fare i parcheggi ad “S”, odio quando devo fermarmi a fare gasolio (momento simpatia: la settimana scorsa sono riuscita a spruzzarmi addosso – capelli e piedi inclusi – una litrata di diesel facendo il pieno, vi dico solo che il cestello della lavatrice puzza ancora e ieri ci ho spruzzato dentro quello che di solito uso per coprire gli odorini della pupù di Memi). Noi partiamo per Amsterdam, la nostra family-car no: sarà venduta a qualche nuovo fortunato proprietario, e sostituita da due simpatiche biciclette e dal mitico carretto porta-gnomo. Mi sento già più magra al solo pensiero.

Bike-art

il mitico carretto

:-)

:-) :-)

Perché i bambini sono piccoli protagonisti: gli olandesi je ne danno, nel senso che i meno prolifici hanno 2 figli, i “normali” ne hanno 3, quelli che ignorano l’esistenza dei contraccettivi almeno 4. Giuro, ho visto con i miei miopi occhi una famiglia con padre che pilotava tandem da 4 posti con 3 gnomi super biondi e la madre in ulteriore bicicletta con ulteriore baby ossigenato sul seggiolino davanti. Premetto – e lo dico fondamentalmente per fermare il mio libero pensatore che sta già correndo verso la mensola dei liquori – che non ho intenzione di emulare le gesta eroiche delle mamme olandesi perché già mi sento abbastanza incompetente con un solo figlio a cui badare… ma se i nativi sono così sereni nel ripopolare la città un motivo ci sarà pure. Non mi addentro nel tortuoso sistema del welfare locale che probabilmente è uno degli incentivi a questo baby boom, ma già il fatto che la municipalità abbiamo investito una valanga di soldi per il famoso Nemo progettato da Renzo Piano e destinato a spazio museale per bambini e teenagers è palese sintomo di un’attenzione verso i giovani cittadini che – vista con gli occhi di un’italiana – ha del fantascientifico.

Nemo

Science museum for kids

Perché le case non hanno le tende: una delle regole che sembrano vigere tra le viuzze di Amsterdam è “chemmifrega se mi spii in casa tanto io pure mi faccio gli affaracci tuoi”. Della serie, in vetrina non ci sono solo le fanciulle del quartiere a luci rosse ma un po’ tutti: finestre enormi, tendaggi assenti, se proprio proprio i più pudichi possono contare su qualche vetro effetto satinato ma nel complesso passeggiando per strada è possibile guardare tranquillamente dentro le case degli altri e iniziare una carriera da voyeur. Una manna per chi come me da piccola voleva fare l’interior designer e si ritrova a poter curiosare negli appartamenti altrui (tra l’altro, ho visto degli arredamenti spaziali!!!!)

Graffiti

Casa galleggiante

Perché c’è una sottile vena di pazzia nell’aria: della serie, liberi tutti! C’è chi in ufficio ha un alce, chi fa aperitivo in barca, chi la chitarra la suona solo con la maschera da zebra, chi fa il bagno nella fontana con 12 gradi… insomma, uno spasso.

Ufficio marketing

boat party

canta che ti passa

yuppieeee

Il libero pensatore probabilmente aggiungerebbe anche i coffee shop nella lista dei plus della città, io non ricordo di averne visti (forse) perché ero troppo concentrata a contare le vetrine dei negozi di scarpe e vestiti: il diritto allo shopping è costato grande sacrificio a generazioni di donne, sarà bene un fattore da tenere in considerazione no?
Detto questo… Amsterdam, wij komen!

Love in Amsterdam
Nota 1: per rasserenare i parenti preoccupati… siamo ben consci che non sarà tutto bello e tutto semplice, ma per chi conosce i retroscena delle nostre ultime vicende… che dobbiamo fa’ pe’ campà? L’ottimismo è il migliore compagno di viaggio per un expat e un valido antidoto antisfiga, e noi ne abbiamo a tonnellate.
Nota 2: non c’entra niente, ma fa troppo ridere. Ad Amsterdam siamo stati in versione “una valigia per due”, lo gnomo è rimasto a casa con i nonni romani. Questa è stata la sua accoglienza quando è venuto a prenderci in aeroporto… in pigiama… ramazzando con la sua scopetta… ah ah ah ah ah ah ah ah, Memino sei mitico!

Memi spazzino

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13 thoughts on “Ik hov van jou Amsterdam

  1. Io ti adoro e basta!!! I tuoi post sono davvero un toccasana per rallegrare una giornata… Evviva gli expat!

  2. Ad Amsterdam sono andata 4 volte e mi ha sempre incantata, anch’io sono sempre stata innamorata di Londra, ma devo dire che questa citta’ ha conquistato il mio cuore….forse perchè è piccola ma ha tutto, forse perchè le biciclette hanno la priorita’ sulle macchine, forse perche’ ho sempre visto negli Olandesi una calma e sorrisi di beatitudine in viso…..Pensa che 20 anni fa l’Olanda era stata meta di una ns vacanza….destinazione EPE, allora avevamo la roulotte e questo paesino aveva un campeggio che sembrava un paradiso terrestre……e lo era….ricordo posti stupendi nella campana intorno, impresso mi rimase un paesino fatto ad isolotti….in ogni casa ci arrivavi con la barchetta…..uno spettacolo…per non parlare dell’ordine e della pulizia di quei posti…..tanto che dissi a Paolo…molliamo tutto prendiamo casa qui…..Noi non siamo stati coraggiosi allora, chissa’ forse che sarebbe stato, ma dato che credo che niente succede per niente probabilmente il ns destino futuro era qui……Quindi che dire…..Auguri nipote……!!! <3 <3 <3

  3. ….che dire non so se ridere o piangere….
    Sono mesi che sento parlare di possibili mete più o meno raggiungibili…. Ora tutto quello che sembrava ipotesi si riempie di realtà …
    Di positivo c’è il vostro contagioso entusiasmo…. che spero mi faccia passare la paura di volare…. ma tanto sarete raggiungibili anche in macchina …

    • Per te e Andrea sicuro, per quell’altro brutto ceffo che frequentate vedremo ;-) Vale, urgono suggerimenti dai tuoi contatti per trovare un appartamento, al momento sto annaspando in un mare di siti!!!!!!

  4. Congratulazioni allora!
    Vedrete sara’ una bellissima avventura.
    Noi qualche anno fa siamo andati molto vicini a trasferirci in Olanda, non ad Amsterdam pero’, e questo probabilmente fece la differenza.
    Ho un profondo rispetto per gli olandesi, ho lavorato con molti di loro e il mio attuale capo e’ Olandese.
    Amsterdam e’ la nostra prossima meta weekendara, arrivare da Londra e’ velocissimo sia in treno che in aereo, ci vediamo li!

    • Grazie :-) Ci vediamo sicuramente a questo punto! Se il tuo capo olandese ha qualche buon suggerimento per trovare lavoro… perora la nostra causa please!!!!! Grazie mille per il supporto, carinissima come sempre!

    • Per te e pure per il tuo fidanzato, che secondo me apprezzerà la meta più del Qatar ;-) tanto sei l’unica delle mie amiche che prende aerei, praticamente avrai un posto in esclusiva!

  5. Pingback: All’arrembaggio! | UNA VALIGIA PER TRE

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