Datemi un social network e vi conquisterò il mondo

Più invecchio e più tendo a fare una bella selezione all’entrate delle informazioni ammesse a frequentare il mio cervello: è come se dopo i 30 io avessi inconsapevolmente assunto un buttafuori che – ben più conscio di me della saturazione della mia memory ram celebrale – si preoccupa di cacciare dentro le cose di vitale importanza e di negare l’accesso a tutta quella infinita serie di informazioni di secondo ordine in cui mi inciampo con una certa frequenza.
Delle 16 ore del corso “Working abroad”, ho deciso di ammettere al mia lounge interna solo 3 nozioni fondamentali, che non so bene se hanno fatto breccia per merito o perché mi hanno causato momenti di panico:
 INSEGNAMENTO 1: Per trovare lavoro all’estero, devi essere già all’estero! Assioma semplice semplice, che racchiude una grande verità porca zozza. Se sei già in loco, le possibilità ci sono (o comunque te la giochi gomito a gomito con gli altri expat). Se sei qua e vorresti andare là… attaccati al tram! Per carità, niente è impossibile, ma è un po’ come prepararsi alla prova costume amoreggiando con un BigMac: magari il metabolismo (o il curriculum nel caso concreto) ti aiutano e ce la fai comunque, ma forse se chiedi asilo politico al centro Weight Watchers la cosa ti diventa un pochino più semplice.
 INSEGNAMENTO 2: Solo il 3% delle persone che cercano un lavoro lo trovano rispondendo agli annunci che popolano numerosi il web. Altra mazzata: io che pensavo di essere un fenomeno perché sono iscritta da tempo a ogni sito di recruitment presente sulla faccia della terra ho capito che invece sono solo un’inguaribile sognatrice. Se non altro questa notizia mi ha parzialmente consolata del fatto che in effetti ad oggi tutte le mie candidature online sono state un disastro cosmico (Leopardi docet)… in altre parole non sono io jellata, ma lo è il 97% della popolazione mondiale. Sfigatissima quindi, ma in buona e abbondante compagnia.
 INSEGNAMENTO 3: Il 50% di chi trova lavoro ci riesce grazie ad un binomio imbattibile, i Batman e Robin delle risorse umane intergalattiche: passaparola + conoscenza diretta. Insomma, la catena umana rimane un must: l’amico della sorella del cognato della vicina di casa ha più probabilità di darci la dritta giusta per un lavoro che qualsiasi blasonatissimo sito di recruitment. Uomo batte tecnologia 1 a 0, tiè.

Social network mon amour
E daje di PR, quindi! In realtà PR più virtuali che altro, ma che sembrano comunque funzionare: Facebook, Twitter, Linkedin, blog e forum mi stanno permettendo di conoscere un sacco di gente interessante e – soprattutto – di una gentilezza e disponibilità davvero commoventi (ne avevo già parlato qui).
Esempio concreto? Sabato ad Amsterdam ci berremo un bel caffè a cuore aperto con Annalisa (expat italiana da tanti anni in Olanda) che ho conosciuto per caso tramite la pagina FB di mio papà, che a sua volta l’ha conosciuta per caso perché condividiamo lo stesso cognome. Magari non ne uscirà nulla di concreto (lavorativamente parlando), magari sarà solo un piacevolissimo incontro con una persona che forse non rivedremo più… però vi confesso che tutta questa serie di relazioni che mi si sta aprendo davanti mi fa sentire davvero parte del mondo.

Di un mondo che pulsa.

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3 thoughts on “Datemi un social network e vi conquisterò il mondo

  1. Pingback: Datemi un social network e vi conquisterò il mondo | poesiesvelate

  2. Mi fa sempre piacere leggervi, se non ci risentiamo prima che partiate per Amsterdam, buon viaggio e in bocca al lupo! A presto!

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